Ansia e autostima, poli opposti della stessa sfera


‘siamo la generazione che convive con l’ansia perenne’
È una frase che mi è capitato di trovare diverso tempo fa scrollando l’homepage di Instagram. 
Come può una frase letta in un contesto così superficiale, come può esserlo  una ‘pausa social’ dallo studio, scatenare tante domande. 

Perché chiunque abbia scritto quella frase ha voluto sottolineare che NOI siamo la generazione che vive con l’ansia, ma poi NOI chi? 
E soprattutto perché stiamo parlando di ansia generazionale come se fosse un concetto che appartiene solo a noi? E anche qui si ripete il mio interrogativo, noi chi? 


I nostri genitori avevano l’ansia prima di affrontare un’interrogazione, i nostri nonni l’avevano? Sanno cosa significhi avere attacchi di panico prima di provare qualsiasi cosa sia nuova o ritenuta difficile come dare un esame, fare uno spettacolo, prendere un aereo, un treno, mettersi al volante della propria macchina e raggiungere un posto in cui non si era mai andati, e possibilmente perdersi. 

‘Ma come fai tu a perderti?’
Noi non ci possiamo perdere. Nelle nostre tasche c’è sempre un aggeggino che sa qualsiasi cosa. Perfino dove sei e dove vorresti andare, basta soltanto digitarci su e compilare le sue richieste. Noi dobbiamo soltanto prestare attenzione a non trasformare quell’aggeggino che è capace di fare e sapere quasi tutto, in un inutile scatoletta di metallo. 
A quel punto tutti noi saremmo capaci di perderci in una strada che non abbiamo mai percorso. 


Dovete sapere che man mano vado avanti a scrivere più la risposta alla mia domanda si delinea sempre di più. Ne inizio a percepire i neri contorni che delineano l’insieme di quel NOI. 
Forse siamo la generazione che vive perennemente con l’ansia perché siamo la prima generazione che ha la possibilità di confrontarsi con qualsiasi tipo di modello, in qualsiasi parte del mondo e non sentirsi mai all’altezza. 

Eccoci qui, il meccanismo che tanto odiamo ma che puntualmente si innesca nelle nostre teneri e malleabili menti. Il meccanismo che distingue NOI da VOI e da LORO

Perché cari lettori e cari amici non è detto che voi facciate parte di questo NOI, non è detto che anche voi proviate un senso di imperfezione continua e quasi fastidiosa a causa del mettere a paragone il vostro operato, il vostro aspetto, i vostri gusti con quelli di qualcun altro che voi riteniate sia migliore. 
Fortunatamente non tutti ne fanno parte. 

Qui non si tratta di omologarsi alla massa o distinguersi da essa.
Significa abbattere un muro di paure inesistenti che siamo stati bravissimi ad ergere, paragone dopo paragone, quel muro che al posto del cemento resta saldo a causa di tutta quell’ansia che crediamo di avere ma che fondamentalmente non esiste. 

L’ansia è preoccupazione e nessuno può essere effettivamente impegnato prima di fare una determinata azione. 

Quindi dico sia te, lettore, sia a me stessa che la prossima volta tutto quel susseguirsi di emozioni che ci attraverseranno prima di fare una qualsiasi cosa che riteniamo sia importante, difficile, impossibile, non chiamiamola ansia.
Chiamiamola invece adrenalina, impazienza, paura ma non ansia perché è un concetto residente nelle nostre menti ed esiste solo perché noi stessi lo abbiamo creato.



Al solito vorrei lasciare libero spazio ai vostri pensieri, grazie per avere letto i miei. 

Vi lascio qui giù i miei contatti nel caso in cui vorreste parlarmi in un altro format. Via al potere dello scambio delle idee. 

oppure via email ➡️ martinablgscrimi@gmail.com

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