Cittadino del mondo

  


2020, anno a tratti disastroso sotto diversi punti di vista, economia, tasso di mortalità, rapporti umani, istigazioni all’odio razziale e probabili guerre e contorte teorie complottiste sul 5G e su vari vaccini omicidi alquanto discutibili. 
Tolti alcuni di questi eventi vorrei sottolineare l’importanza che sta avendo quest’anno, non soltanto dal punto di vista storico ed ideologico, ma soprattutto interiore. Quanti di noi durante la quarantena non hanno scoperto o addirittura riscoperto se stessi, nuove passioni, doti o abilità che probabilmente a causa della solita frenesia della vita nessuno di noi ci aveva mai pensato. 
Ma dobbiamo sempre tenere a mente che in ogni storia e in fatto esiste sempre una doppia faccia, solitamente più reale, più cruda e più sofferta.  



L’odio razziale al quale stiamo assistendo in questo momento non è paragonabile ad altre epoche, in quanto può essere considerata l’esplosione di ideologie rivolte all’odio che hanno delle basi ben più radicate, che vanno oltre gli ultimi avvenimenti. 
Potrei citarvene solo un paio, solo per far riflettere qualsiasi lettore si trovi per caso su questa pagina, qualsiasi sia la sua ideologia, scriverò solo avvenimenti recenti ed obbiettivi. 

Gennaio 2020, esce la notizia le virus proveniente da Wuhan, si scatena un odio e un’esclusione sociale verso chiunque abbia una qualsiasi origine asiatica. Odio che proveniva non solo dalla paura di un possibile contagio, ma dall’ ignoranza. Le reazioni generate dal non sapere sono sempre le peggiori a parer mio, scatenano l’ansia.

Marzo 2020, iniziano ad esserci i primi contagi in Italia, la maggior parte nelle varie città della Lombardia, non entro nei dettagli perché non voglio ripetere le stesse notizie che sentiamo da mesi. Alcuni cittadini italiani con parenti o conoscenze o radici al sud Italia ‘scendono giù’. Si estendono i contagi anche al sud Italia ed iniziano a sentirsi le prime frasi del tipo ‘ prima ci odiano, cambiano l’accento, ci denigrano e poi a carta mala piagghiata, tornano’. 

Durante e dopo il lockdown è un continuo susseguirsi di notizie, video di gente che sbaglia e non porta rispetto ne per loro stessi, ne per il loro prossimo. Quasi tutti provenienti dal sud. Si ribalta la situazione, torna alla ‘normalità’ ed ecco le prime offese mediatiche a tutto il sud Italia. 

Maggio 2020, manifestazioni in tutto il mondo contro l’odio razziale, le cause le conosciamo tutti e tutti sappiamo che non dipendono soltanto dal colore della pelle, dalla nazionalità, dal modo di parlare, dall’orientamento sessuale o qualsivoglia differenza sociale che crei ed innalzi enormi confini ‘tra noi e l’altro’.




Ritornando al titolo che ho volontariamente dato a questo post, cosa significa essere cittadini del mondo oggi? 
Significa essere eterni viaggiatori, conoscitori di arti e culture diverse? Forse, ma non è questa la mia interpretazione. 
Secondo la mia opinione, una persona può essere definita cittadina del mondo quando ha la forza e la capacità di abbattere quei confini che lo separano dal suo prossimo, chiunque esso sia, perchè se si parla di differenze sociali, ognuno di noi è diverso. 
Chi possiamo far rientrare nel concetto di NOI?
Chi possiamo far rientrare nel concetto di ALTRI? 
Non penso spetti a me deciderlo. 



So che avevo promesso un’evasione dalla realtà, ma ho anche promesso libertà di espressione e creatività. Iniziare con un pezzo così particolarmente dibattuto potrebbe sembrare un rischio, ma come ho già detto amo la condivisione delle idee. 
Via libera ai commenti e alle vostre opinioni.


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Commenti

  1. Trovo l'argomento molto interessante, soprattutto nella parte finale. E' la' che vedo concentrato il tuo pensiero anche se la tua analisi nel merito penso sia proiettata piu' sulla sfera antirazziale che sul piu' vasto concetto di 'cittadino del mondo'.
    Scrivo questo perche' vivendo all'estero davvero ti confronti giornalmente con te stesso e cio', in fatto di multietnicita', ti circonda. Bel dilemma il concetto del Noi e gli Altri sul quale hai voluto, appositamente, porre l'interrogativo.
    Interessante! A presto!

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