Recensione - Le assaggiatrici










Cosa significa essere una donna in una precisa epoca storica. Quali sono i valori e i doveri che gravano sulle sue spalle e cosa è costretta a fare per sopravvivere in una società che negli anni perde la sua integrità.  
Siamo sempre stati abituati a leggere la storia e interpretarla secondo il punto di vista del 'buono' di chi ha visto la guerra e ne è uscito vincitore. Ma ci siamo mai chiesti che cosa hanno veramente vissuto  chi per abitudine abbiamo sempre delineato come i 'cattivi'?










Cosa significa buono e cattivo?
Al solito il mio concetto di relatività sociale emerge dal nulla e prende prepotentemente il suo posto nelle mie parole.



Non voglio dirvi di leggere 'le assaggiatrici' classificandolo solo come un buon libro. Sarebbe riduttivo e non renderebbe giustizia alla sua scrittrice, Rossella Postorino che dopo aver letto un trafiletto di un giornale che esisteva ancora una donna denominata come l'ultima assaghiatrice di Hitler decise di raccontare o almeno di provare a raccontare la sua storia.
Racconta attraverso gli occhi di una donna che ha vissuto in prima linea il dramma della guerra e ha cambiato il modo di interpretare il radicato punto di vista che ci viene impartito fin dalle scuole elementari. 


Cosa ha dovuto passare una tedesca, una donna, sposina, lavoratrice, con il desiderio di diventare madre e vivere una vita che desiderava e sognava normale. 
Una donna che ha visto tutti suoi sogni, desideri, amici e familiari, la sua vita e tutto ciò che ne comportava svanire e mutare man mano che il governo tedesco manipolava l'Europa e giocava con i destini di innumerevoli vite, la maggior parte delle quali spezzate.

Cosa significa essere un buon tedesco, cosa si è disposti a fare pur di sopravvivere, fiducia, tradimenti, umanità, desiderio e necessità sono solo alcuni degli innumerevoli tasti che la Pastorino tocca all'interno del suo libro.
È un libro che consiglio vivamente a chiunque, uomo, donna o chicchessia.
'leggete le assaggiatrici, fatelo, vi prego'
Lo si legge nella parte posteriore della copertina, citazione tratta da Michela Murgia che riassume qualsiasi altra parola io possa esprimere su questo piccolo, grande capolavoro.

Ricordate soltanto che per poter comprendere la storia, la nostra storia e il nostro passato bisogna ascoltarne le voci.

Sedetevi sulle ginocchia dei giganti e fatevela raccontare.



Adesso però sono io a voler sentire le vostre voci e le vostre idee. Spero di avervi incuriosito e invogliato a leggere 'le assaggiatrici'.
Lo trovate alla feltrinelli e anche online.
Per chi invece lo abbia già letto, libero sfogo ai vostri pareri, anche in altre piattaforme come 
oppure via email ➡️ martinablgscrimi@gmail.com


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